Il Gala Ball

IL GALA BALL

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La serata di Gala della LIV Assemblea Nazionale di ELSA Italia avrà luogo presso il Baluardo della Cittadella nella serata di venerdì 20 Novembre.

La Cittadella fortificata di Modena venne costruita per volere di Francesco l nella prima metà del XVII secolo nella zona a Nord-Ovest ai margini della città storica su un progetto degli ingegneri militari Tensini, Candido e Castellamonte.

Attualmente la porta di ingresso alla Cittadella è l’unico fabbricato rimasto dell’insieme fortificato: testimonianza di un opera imponente e significativa per la storia della città di Modena, sopravissuta alle demolizioni attuate nel XX secolo, che hanno cancellato il complesso militare dalla memoria storica della città.

Per la sua caratteristica forma di fortezza pentagonale (con lati di 310 metri circa ognuno) circondata da possenti mura difensive, la Cittadella per più di tre secoli ha rappresentato una parte significativa della forma urbana nel suo limite tra costruttivo e vuoto della campagna circostante.

Inoltre proprio nella sua funzione di luogo deputato al potere militare il complesso venne sempre identificato come simbolo stesso della forza e del potere politico del ducato estense.

Si trattava di una vera e propria piccola città che viveva di un autonomia propria pur esistendo in quanto luogo deputato al servizio di controllo e difesa che espletava nei confronti della città insediata.

Nei primi mesi del 1782 Ercole III fece demolire il bastione Sud della Cittadella al fine di integrare meglio il complesso militare con la Piazza d’armi e quindi con la città; inoltre con l’affidamento dei lavori a Pietro Giardini e Angelo Scarabelli Pedocca fece colmare le fosse d’acqua e abbassare i quattro bastioni rimasti, vennero appianati i terrapieni e gli spalti includendo cosi il perimetro della Cittadella nel percorso del pubblico passeggio sulle mura urbane.

Nelle cronache del tempo leggiamo che la passeggiata sulle mura di Modena era considerata una delle più belle d’Italia per salubrità dell’aria e amenità di vedute.

I lavori di modifica realizzati da Ercole III non avevano intaccato solo l’aspetto esteriore della Cittadella e dello spazio circostante, ma più profondamente avevano evidenziato l’inizio della perdita della funzione primaria difensiva della cinta fortificata e della sua fortezza così come si evince da considerazioni dirette espresse dal duca nel 1792 circa la convinzione che tutto sommato l’apparato difensivo della città fosse ormai inutile e inadeguato a resistere agli assalti dei nemici nell’ idea che un sistema di difesa sottodimensionato rappresentasse paradossalmente un richiamo all’attacco.

Intorno al 1830 la Cittadella riconfermò la sua funzione militare e carceraria nei confronti della città: un anno dopo nel 1831 vi furono giustiziati Ciro Menotti e Vincenzo Borelli e nel 1838 vi morì anche Antonio Lugli capo ideologico dei moti rivoluzionari del ’31.

Nel 1832 Francesco IV, nell’ intento di ripristinare al massimo l’immagine di città solida e inespugnabile, consolidò le fortificazioni della Cittadella e la restaurò nelle parti distrutte; fece riedificare le cortine laterali e scavò i fossati perimetrali per renderli più larghi e profondi; inoltre fece costruire una torre cannoniera proprio di fronte al viale di ingresso della Cittadella detta “Torre alla Prova” a quattro piani “nel superiore dei quali si disponevano in bocchette tre pezzi di artiglieria che servivano a battere la città” cosi come riportato in una descrizione di anonimo del periodo.

La torre fortificata sopradescritta durò però solo pochi anni: venne demolita dal governo rivoluzionari nel 1848 all’epoca della reggenza di Francesco V.

All’inizio del secolo XX la necessità di ricavare aree fabbricabili all’esterno delle mura cittadine avvio quel radicale processo di trasformazione urbana che mutò per sempre la configurazione della città attraverso l’abbattimento sistematico delle mura urbiche, in risposta ad una città in rapida espansione che si sviluppava in tutte le direzioni verso la campagna.

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L’abbattimento di tutto il perimetro delle mura della città, comprese anche delle fortificazioni pentagonali alla Cittadella, impegnerà l’Amministrazione Comunale nei primi decenni del XX secolo in un ‘opera di trasformazione urbanistica senza precedenti che ha segnato il passaggio tra la vecchia e la nuova città moderna: i nuovi viali sorti sull’anello della cinta difensiva scomparsa, oltre alla funzione legata alla circolazione delle autovetture, acquistano una funzione di filtro ambientale creando un passaggio graduale alla periferia e diluendo verso l’esterno la visione di insediamento concentrato tipico della città antica.

Interventi che hanno via via inserito e costretto l’edificio superstite dell’ingresso in un piccolo lotto secondo un orientamento che esula dal suo punto allineamento originario. facendolo precipitare in una situazione di totale estraneità con il contesto.

Come un relitto, il fabbricato emergeva in un contesto altro senza nessun legame ne con gli edifici circostanti ne tanto meno con la città che per anni lo ha ignorato in un processo di cancellazione inarrestabile della memoria storica.

Per rispondere alle esigenze di pubblico spettacolo relativamente ai concerti e alle attività teatrali il progetto ha previsto un allestimento parallelo e integrato inerente l’abbattimento dell’impatto acustico e un opportuno sistema di illuminazione scenografica a leds programmabili per le diverse esigenze illuminotecniche.

Le soluzioni tecniche adottate, unite ad un impeccabile sistema di controllo del comfort interno, non hanno alterato la suggestione dei locali permettendo al complesso monumentale di riconquistare la piena dignità architettonica originaria.

Il recupero dell’edificio, restituito alla città in tutto il suo splendore e in tutta la sua valenza funzionale, ha evitato il rischio della cancellazione di un pezzo della storia urbana ricollegando, anche se parzialmente, pezzi di memoria che altrimenti si sarebbero dispersi per sempre.

Arch. Manuela Francesca Panini