LMCC on Criminal Law

ELSA MORE è lieta di invitarvi alla:

Local Moot Court Competition on Criminal Law.

Coerentemente con lo spirito di ELSA, le Moot Court Competition, simulazioni processuali in questo caso di diritto penale, si pongono l’obbiettivo di colmare il divario tra la formazione accademica ed il mondo professionale, dando agli studenti l’opportunità di interpretare i rappresentanti delle parti processuali di una fittizia controversia proposta.
Ad ogni squadra sarà assegnata una delle parti di un processo penale (difensore o pubblico ministero). La LMCC on Criminal law si svolge in tre fasi:
1)In una prima fase le squadre verranno chiamate a redigere un atto, sotto forma di memoria processuale, e di inviarlo al collegio giudicante entro il 12 aprile.
2)In una seconda fase, ciascuna delle squadre dovrà svolgere un dibattimento eliminatorio davanti al collegio giudicante, sostenendo le proprie tesi e confutando quelle della squadra avversaria. Al termine di questa fase a ciascuna squadra verrà attribuito un punteggio dal collegio giudicante, basato sulla valutazione della memoria inviata nella prima fase, e sulla valutazione del dibattimento. 
3)Le due squadre che avranno totalizzato il punteggio più alto potranno accedere al dibattimento finale, al termine del quale verrà proclamata la squadra vincitrice della Local Moot Court Competition on Criminal Law, nonché il Miglior Oratore e un premio verrà assegnato anche alla miglior memoria.
Alla squadra vincitrice verrà assegnato un buono di 200 euro spendibili presso una libreria giuridica di Modena, mentre al Miglior Oratore e alla squadra che avrà redatto la miglior memoria verrà assegnato un buono di 50 euro sempre presso la medesima libreria.
I dibattimenti si terranno il 27 aprile all’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in via dell’Università n. 4.
Sono ammesse a partecipare alla competizione al massimo 6 squadre, e ciascuna squadra potrà essere composta da un minimo di due ad un massimo di quattro partecipanti.
Per iscriversi è necessario compilare il google form che troverete al seguente link:https://goo.gl/forms/PARnTd6tv7bfTbWv1

Data ultima per iscriversi: 18 marzo 2017.

La partecipazione ad una MCC permette ai concorrenti di approfondire le conoscenze universitarie, fare esperienza concreta della professione forense, sviluppare abilità retoriche, acquisire capacità di teamworking nonchè di implementare il curriculum vitae in caso di vittoria. Partecipate numerosi!

Per partecipare alla LMCC on Criminal Law è consigliato avere conoscenze base di diritto penale.

Qui in allegato potete trovare il regolamento della competizione: REGOLAMENTO MOOT COURT COMPETITION (2)

Per qualsiasi dubbio o informazione contattate la nostra responsabile dell’area Attività Accademiche, Costanza Lugli, sempre all’indirizzo mail: vpaa@elsamore.org 

 

 


 

 

IL CASO

In Data 9 gennaio 2016, alle ore 16.00, l’imputato, in seguito a schiamazzi provenienti dal cortile, gettava dalla finestra della sua abitazione, sita al secondo piano del condominio Alfa, una busta contenente acqua verso la vittima che si trovava proprio nel cortile sottostante. La busta colpiva l’anziano signore di 86 anni (la vittima) affetto da una patologia cardio-vascolare. L’uomo moriva per arresto cardiaco, circa due ore dopo i fatti.

Scartata qualsiasi altra ipotesi, l’imputato veniva rinviato a giudizio per omicidio colposo.

 

 

 

Testimone 1: Mario Rossi

Testimone 2: Prof. Dott. Carlo Bassi

Esame dell’imputato: Imputato

 

Testimone 1: Mario Rossi

DOMANDA: Dove si trovava il giorno del fatto

RISPOSTA: Mi trovavo proprio accanto alla persona offesa.

DOMANDA: Ci può raccontare cosa ha visto?

RISPOSTA: Non ho visto molto, ho sentito i due litigare (come al solito, non è la prima volta). La persona offesa è solita infastidire le persone con schiamazzi durante il giorno e durante la notte. Posso affermarlo con assoluta certezza in quanto abito proprio sotto al soggetto attivo del reato. In quella occasione, la persona offesa stava urlando contro tre ragazzini che giocavano a palla nel cortine del condominio, intimandogli (senza mezzi termini, e con qualche volgarità) di interrompere la loro attività.

DOMANDA: Dopo quanto tempo il soggetto attivo del reato ha realizzato la sua condotta?

RISPOSTA: Immediatamente. Quasi subito. Mi spiego. La persona offesa ha iniziato a urlare contro i ragazzi – ennesima occasione colta immediatamente per fare baccano – e dopo qualche secondo è giunta la secchiata d’acqua.

DOMANDA: Parliamo della condotta. Cosa è accaduto nello specifico? Cosa ha visto?

RISPOSTA: Mi trovavo proprio accanto alla persona offesa, come ho già specificato. Ho visto (e sentito) un “gavettone” d’acqua giungere dall’alto, di cui non saprei dire l’intensità perché mi ha “preso di striscio”. Ha bagnato completamente la persona offesa, che immediatamente si è spaventata – come il sottoscritto – adagiandosi a terra perdendo parzialmente i sensi.

DOMANDA: Lei come ha reagito a quella scena? Chi ha chiamato i soccorsi? Era presente l’imputato?

RISPOSTA: Ho prima verificato che la persona offesa riuscisse a parlare o a muoversi, cosa che non accaduta. Poi ho immediatamente chiamato l’ambulanza, la quale è giunta sul luogo in pochi minuti. No, l’imputato, che abita proprio sopra di me, ha chiuso la finestra e non l’ho più visto. Non è venuto nemmeno in ospedale, che io sappia.

DOMANDA: Mi saprebbe descrivere l’entità del “gavettone” e la temperatura dell’acqua?

RISPOSTA: Sì, si trattava di un gavettone creato con una busta – simile a quella che si utilizza per fare la spesa, in plastica – piena di acqua, di certo non caldissima(!). Data la temperatura esterna poi, non deve essere stato piacevole riceverla sulla testa.

DOMANDA: ci descriva lo stato della persona offesa. La conosceva? Come appariva a prima vista?

RISPOSTA: Si lo conoscevo bene. Era un signore sulla novantina, mediamente attivo – coltivava un orto, non usava il bastone per reggersi in piedi, ci vedeva piuttosto bene – probabilmente sano, almeno così sembrava. Quel giorno non portava alcun cappello o cuffia, come era solito fare. Pertanto l’acqua lo ha raggiunto direttamente sul capo.

 

 

Testimone 2: Prof. Dott. Carlo Bassi

DOMANDA: Salve, lei è un esperto in cardiologia, dico bene?

RISPOSTA: Sì. Sono laureato in medicina, con specializzazione in cardiologia all’università di Harvard, con Ph.D. in cardiochirurgia e analisi vascolare.

DOMANDA: Molto bene. Dunque, potrebbe riferirci la storia clinica della persona offesa?

RISPOSTA: Certamente. La persona offesa, un signore di 86 anni, risultava affetto da patologie cardiopatiche acute sin dall’età di 70 anni.

DOMANDA: Le patologie riscontrate sono le patologie tipiche di un signore di quella età o si tratta di una patologia eccezionale, quindi atipica per un signore di quella età?

RISPOSTA: No, non è atipica. Tuttavia, si tratta di una tipologia che può insorgere. In soggetti anziani è assai più frequente, naturalmente. Con l’avanzare dell’età aumenta inevitabilmente la probabilità di contrarla.

DOMANDA: Sono patologie che determinano sintomi evidenti o si tratta di patologie latenti a occhi inesperti?

RISPOSTA: La patologia cardiaca è, per definizione, una patologia latente. Soprattutto se il soggetto non è sottoposto a sforzi o stress di una certa entità.

DOMANDA: Quali sono le cause del decesso che lei ha accertato?

RISPOSTA: Il soggetto è deceduto a seguito di un arresto cardiaco, circa due ore dopo i fatti, al pronto soccorso.

DOMANDA: a suo avviso è possibile che tale arresto cardiaco sia stato provocato unicamente dalla patologia di cui era affetto?

RISPOSTA: Non è possibile affermarlo con certezza. Posso dire che in un soggetto di quella età con quella patologia la morte per arresto cardiaco è una possibilità.

DOMANDA: può uno spavento come quello oggetto del procedimento provocare un arresto cardiaco come quello effettivamente avvenuto?

RISPOSTA: non mi sento di poterlo escludere. Tuttavia, volendo essere più precisi, esiste letteratura sul punto, la quale indica come probabilità il 40% in presenza di uno spavento “considerevole”.

 

 

 

Esame 3: imputato

DOMANDA: Salve, mi racconta cosa è accaduto?

RISPOSTA: Mi trovavo in casa, erano circa le 16.00 pm del 9 gennaio 2016, e cercavo di guardare la partita Juventus-Napoli, quando la persona offesa ha incominciato – come suo solito – ha incominciato a sbraitare contro un gruppo di ragazzini, tra i quali era presente mio figlio Giovanni di anni 13 e affetto da un leggero autismo. Gli urli erano chiarissimi e assai volgari. Per fare un esempio, l’anziano signore ripeteva a gran voce: “smettetela brutti figli di puttana”, poi prendendosela con mio figlio nello specifico, ha urlato: “smettila, ti buco la palla, sei un ritardato come tuo padre”. A quel punto, preso dall’agitazione, mi sono affacciato dalla finestra chiedendogli (alzando la voce) di smetterla di sgridare dei ragazzini con quelle frasi del tutto volgari e inadeguate, ma senza ottenere nulla.

DOMANDA: quando ha deciso di lanciare il gavettone.

RISPOSTA: non si trattava di un gavettone, era solo una sportina con un poco d’acqua presa di fretta dal lavandino del bagno (l’ho riempita per soli pochi secondi) e l’ho gettata dalla finestra senza vedere dove questa sarebbe caduta.

DOMANDA: l’acqua era calda o fredda?

RISPOSTA: non ricordo, ho aperto il rubinetto senza badare alla temperatura dell’acqua. Suppongo temperatura ambiente.

DOMANDA: Conosceva la persona offesa? Conosceva il suo stato di salute?

RISPOSTA: Conoscevo l’anziano signore, ma solo di vista e di “fama” (era risaputo che si trattava di un grande rompi scatole). Nulla sapevo, invece, in ordine alla patologia di cui soffriva, altrimenti mai avrei pensato di reagire in quel modo.

DOMANDA: quando ha visto la persona offesa cadere a terra come ha reagito?

RISPOSTA: mi sono precipitato al piano terra, ma una volta arrivato ho visto il Sig. Rossi già al telefono, dunque mi sono limitato a controllare lo stato di salute della persona offesa e a sorreggergli la testa. Poi sono salito sull’ambulanza, fino al pronto soccorso. Lì hanno dichiarato il decesso dopo circa due ore.